This is the first day of my life

Avete presente quando nella vita avete la sensazione di dover fare una cosa. Che non si hanno tante scelte, che quella cosa bisogna essere fatta. Non percepite razionali ragioni ma dovete provare, avete l’esigenza di provare.

Come se l’aria intorno a voi si gonfiasse e vi spingesse verso quella direzione, quando la vita posta una domanda vi indica tra le righe anche la risposta.

Bè a me non era mai capitato, non che io me ne ricordi di preciso, e pensandoci adesso probabilmente nemmeno ne ero così cosciente, ma avevo ripetuto a più persone che mi sentivo qualcosa dentro.

Io non sono mai stata una di quelle persone che nella vita voglio tutto, lo voglio subito e non si lasciano mai scappare l’occasione di godersela; ho sempre fatto quello che mi andava ma con moderata attenzione, senza troppi drammi, sempre con allegra tenacia.. Non sono mai stata con l’ansia di vivere la vita… ma ne ho sempre cavalcato l’onda.

Mai decisioni troppo folli, anche se visto dagli occhi dei miei amici potrebbe sembrare a loro il contrario, ma nella vita io non sono mai stata una a cui piacere correre grandi rischi, ho sempre difeso il mio piccolo castello di felicità. Con costanza, dedizione e sopratutto piccole gioie e mai alla ricerca di grandi eventi. Sono sempre così che i grandi eventi sono arrivati da me, senza mai cercarli.. e sopratutto considerandoli io grandi.

Che io partissi per una settimana a Londra con un sconosciuto non ha colpito nessuno però, “Solo tu potevi fare una cosa del genere” anche se io non la sentivo una cosa da me… sentivo solo che era una cosa che non dovevo perdere. Che non potevo lasciare andare, e questo si che era da me: io le cose non le lascio mai andare via trascinate dalla corrente.                    O almeno ci provo sempre, anche se la corrente a volte è forte. A volte è giusto anche lo sia, forte.

Quindi eccomi lì, a Londra. Il punto dove puntava il mio destino, dove dal primo sguardo, il primo bacio, mi aveva dato la certezza che non c’era posto più giusto, che non c’era altro luogo se non lì.

La settimana più pazza, fantastica, sensuale, divertente, sorridente della mia vita. Non ci sono parole per descriverla, veramente mi dispiace deludervi un po’ ma così è.

Londra in pratica l’ho vista a malapena, i miei occhi erano pieni di Kyle che non c’era tanto spazio per il resto, e la mia memoria era così assorta nel tentare di carpire il più possibile di quest’uomo fantastico che non conoscevo ma al quale mi adattavo perfettamente, come pezzi di un puzzle. Incastrati finalmente.

Poi contando che dovunque eravamo era un continuo baciarsi. Un fiume di baci, mai baciato così tanto. Era come se dovessimo recuperare quei due mesi di distanza, colmare il digitale con il reale.

Gioa e tristezza hanno colorato quella settimana, si anche tristezza, a volte ci guardavamo negli occhi coscienti che probabilmente tutto questo non sarebbe durato, che una storia tra un Americano (per giunta in viaggio per l’Europa) ed un’Italiana non poteva funzionare, ma quei momenti duravano pochi attimi.

Un giorno in uno di quei momenti decidemmo di fare una lista dei pro e dei contro… i pro erano così pochi  che decidemmo di lasciarla subito perdere e di darci del tempo per pensarci.

Fu così che il penultimo giorno di quella fantastica settimana esattamente il 25 gennaio 2010 Kyle uscendo dal bagno mi dice: “I think we have to try”. E quel dobbiamo (have) è strettamente collegato a quella sensazione che vi dicevo all’inzio, era così lontano dal vogliamo ma era un dobbiamo. Perchè nessuno dei due era certo di volerlo, ma lo sentivamo. Bisognava tentare, la magia di una settimana ce lo diceva, le scintille che si creavano intorno a noi lo provavano, la gente che ci sorrideva vedendoci così presi l’uno dall’altro ne erano la prova. Il destino, Dio, la vita (come la volete chiamare) ci aveva indicato quella strada… e noi entrambi allo stesso modo, abbiamo sentito il dovere e la necessità di seguirla

Così siamo usciti dall’albergo in cui eravamo mano nella mano, come tutti i giorni, ma per la prima volta realmente felici. “Mia ragazza” riesce a dirmi ed è stato il più bel giorno della mia vita.

Abbiamo scelto come nostro motto dopo quella settimana “ne vale la pena” in Italiano 🙂

P.S scusate se della settimana vera e propria non vi ho raccontato nulla, magari ci torno con qualche aneddoto prima o poi.

MA in compenso qui ci sono delle foto direttamente dal mio profilo Facebook. Vi consiglio questa canzone, che mi ha suonato Kyle uno dei meraviglio giorni di Londra, per accompagnare le foto. (E poi appena finito guardatevi il video che è fantastico).

…ed il mio cuore insieme all’aeroplano sobbalza…

Ero sull’areo.  Spaventata, per una serie di ragioni. Ero sola, ad incontrare a Londra il ragazzo che per due lunghi mesi non aveva mai lasciato la mia mente, e neanche la mia posta elettronica, due mesi di email, qualche video, e una imbarazzatissima video chiamata.

Io per natale gli avevo spedito addirittura un libro, a sopresa, trovando su Facebook il nome della sorella, mi sono fatta dare il suo indirizzo in America (veramente stavo fuori di testa).

Ed ero lì su quell’eareo, ad aspettarmi l’ignoto. Londra una città che non conoscevo, Kyle un ragazzo che non conoscevo.  I pensieri turbinavano, poteva succedere di tutto… e ero proprio indecisa sul cosa sperare per quella settimana, ma su quello in cui sognare ero certa: due mesi a fantasticare sono tanti, troppi; ero certa che la fantasia avrebbe superato di gran lunga la realtà.

Sapevo che avremmo trascorso 3 notti ospiti couchsurfing.com e 3 notti in albergo. Il piano originale era passare tutte e 6 le notti ospiti di qualcuno… ma poi lui mi ha chiesto che non voleva dividirmi con altra gente più di tanto.. e come potevo dirgli di no? non ne avevo assolutamente l’intezione.

E ecco in attimo, l’aero atterra… ed il mio cuore insieme all’aeroplano sobbalza… stavo arrivando il 20 gennaio tanto atteso, era lì. Aiuto! Scendo le scale, aspetto per la mia valigia, passo il controllo documenti… e seguo la marea di gente.

Cammino, oltrepasso una grande porta e oltre… vedo un saltellante ragazzo biondo, che spuntava su tutta la gente, con un sorriso più grande che tu possa immaginare, mi corre incontro… e ci guardiamo imbarazzati, ci abbracciamo e ci baciamo tutto in un secondo… che entrambi non ci abbiamo capito nulla… ma nulla.

Ci guardiamo e sorridiamo… non sappiamo cosa dirci e il mio inglese non aiuta.

Ci gurdiamo ancora e ci baciamo, questa volta più lentamente… e sorridiamo ancora.

Inizia la settimana che cambierà la mia vita… e ve lo scrivo con le lacrime agli occhi! 🙂